Crea sito

PROGETTO ACCIAIO

PROGETTO ACCIAIO

QUESTA PAGINA E' DEDICATA AD ILLUSTRARE L'ESECUZIONE DELL'ESERCITAZIONE (RELAZIONE TECNICA E PROGETTO) RELATIVA ALL'EDIFICIO IN ACCIAIO.

 

VI TROVERETE DUNQUE LA DESCRIZIONE DEL PROGETTO E DELLE SUE FASI, E LE ISTRUZIONI PER POTER RICHIEDERE TRAMITE E-MAIL UN ESEMPIO COMPLETO DI ESERCITAZIONE FINITA.

 

SI PREMETTE CHE, ESSENDO STATA FATTA QUALCHE TEMPO FA, TALE ESERCITAZIONE E' STATA ESEGUITA FACENDO RIFERIMENTO AL D.M. 16/01/1996, E QUINDI GLI ELEMENTI STRUTTURALI SONO STATI VERIFICATI CON IL METODO DELLE TENSIONI AMMISSIBILI.

MALGRADO QUESTO, L'ESERCITAZIONE PUO' ESSERE COMUNQUE UN UTILE RIFERIMENTO ANCHE PER CHI ESEGUE IL PROGETTO CON LA NTC 2008.

PREMESSA:

PRIMA DI COMINCIARE, E' NECESSARIO AVERE A PORTATA DI MANO UN MANUALE  DELLE CARATTERISTICHE E DELLE MISURE DELLE SAGOME MAGGIORMENTE UTILIZZATE PER I VARI ELEMENTI STRUTTURALI E PREVISTE DALLA NORMATIVA TECNICA. UN OTTIMO PRONTUARIO E' QUELLO TRATTO DALLE DISPENSE DEL PROF. ORLANDO E DEL PROF. BARTOLI.

 POTETE VISUALIZZARE E SCARICARE QUESTO MATERIALE ATTRAVERSO QUESTI LINK, DEL SITO DEL PROF. ORLANDO:

FATTA QUESTA PREMESSA, IN QUESTA SEZIONE SONO RIPORTATI:

1) L'ELENCO (E LA DESCRIZIONE) DEI PASSI DI CUI SI COMPONE LA PROGETTAZIONE IN ACCIAIO;

2) TUTTI GLI ELABORATI GRAFICI ULTIMATI, CHE POSSONO ESSERE SCARICATI IN FORMATO PDF.

LE ISTRUZIONI PER POTER SCARICARE UN ESEMPIO COMPLETO DI ESERCITAZIONE FINITA SONO RIPORTATE INVECE AL FONDO DELLA PAGINA.

PARTE I:

DIMENSIONAMENTO ELEMENTI STRUTTURALI

- PARTI DI CUI SI COMPONE LA RELAZIONE TECNICA -

 

1) INTRODUZIONE;

 

2) PREMESSA:

SI DEFINISCONO LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL CAPANNONE: NORMATIVA DI RIFERIMENTO, DATI DI PROGETTO, DATI DA DETERMINARE NEL CORSO DELLA PROGETTAZIONE, ACCIAIO UTILIZZATO E PER ULTIMO VIENE SPIEGATO IL "GIUNTO TERMICO";

 

3) CARICHI ESTERNI:

CALCOLO DEL CARICO DEL VENTO E DELLA NEVE IN FUNZIONE DELLA LOCALITA' IN CUI E' SITUATO IL CAPANNONE;

 

4) PRE-DIMENSIONAMENTO DELLA CAPRIATA:

QUESTA PARTE DELL'ESERCITAZIONE E' NECESSARIA SOLO PER ALCUNI STUDENTI (NON TUTTI I  REVISORI, INFATTI,  LA RICHIEDONO): IN ALCUNI CASI IL REVISORE ASSEGNA DURANTE IL RICEVIMENTO IL TIPO DI CAPRIATA, MA NON LE SUE CARATTERISTICHE SPECIFICHE  (ALTEZZA, LARGHEZZA MAGLIE E SEZIONE DEI PROFILATI), COME FANNO INVECE GLI ALTRI REVISORI. 

ESSE DEVONO DUNQUE ESSERE DETERMINATE IN QUESTA FASE DI PRE-DIMENSIONAMENTO, SULLA BASE DI UNA RAPIDA STIMA DEI CARICHI CHE GRAVANO SULLA STRUTTURA, E ASSIMILANDO LA TRAVATURA RETICOLARE DELLA CAPRIATA AD UNA TRAVE PIENA SEMPLICEMENTE APPOGGIATA SU CUI GRAVANO I CARICHI DISTRIBUITI.

FATTE VARIE IPOTESI, SOPRATTUTTO RIGUARDO A COME VARIA LA SEZIONE MINIMA DEI PROFILATI MAGGIORMENTE CARICATI IN FUNZIONE DELL'ALTEZZA DELLA CAPRIATA, IL REVISORE CONSIGLIA IL TIPO DI PROFILATO DA UTILIZZARE E IN FUNZIONE DI QUESTO SI DETERMINA L'ALTEZZA MASSIMA DELLA CAPRIATA. SOLITAMENTE PER LA CAPRIATA SI SCELGONO ASTE DOPPIE A FORMA DI "L" O "C" E PIU' RARAMENTE  PROFILATI ROTONDI E TUBOLARI.

QUESTI ULTIMI OFFRONO MOLTI VANTAGGI IN FASE DI DIMENSIONAMENTO, PERCHE' UN'ASTA SEMPLICE E' CERTAMENTE PIU' FACILE DA DIMENSIONARE DI UN'ASTA DOPPIA; DI CONTRO SONO PIU' DIFFICILI AL MOMENTO DI PROGETTARE L'UNIONE DEI CORRENTI SUPERIORI CON GLI ARCARECCI DI FALDA, I QUALI NON POSSONO PIU' APPOGGIARSI DIRETTAMENTE ALLA CAPRIATA, MA HANNO BISOGNO DI UNA UNIONE PIU' COMPLESSA.

LA LARGHEZZA DELLE MAGLIE, INVECE, VIENE SCELTA -UNA VOLTA DETERMINATA L'ALTEZZA DELLA CAPRIATA- IN BASE ALLE REGOLE DI BUONA PROGETTAZIONE (CHE STABILISCONO CAMPI PIU' O MENO QUADRATI PER LA CAPRIATA) E DEL TIPO DI LAMIERA DI COPERTURA, SECONDO QUANTO RIPORTATO NEI MANUALI COMMERCIALI CHE SI TROVANO SU INTERNET.
 

 

5) ARCARECCI DI COPERTURA:

DETERMINAZIONE CARICHI SUGLI ARCARECCI E  SCELTA SCHEMA STATICO ---> CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI ---> VERIFICA DI RESISTENZA, VERIFICA DI DEFORMABILITA', VERIFICA DI STABILITA' ---> SCELTA DEL PROFILATO.

 

6) CAPRIATA:

DETERMINAZIONE DELLE CARATTERISTICHE DELLA CAPRIATA, DELLE AZIONI SU DI ESSA.

 

7) ARCARECCI DI PARETE:

DETERMINAZIONE CARICHI SUGLI ARCARECCI E  SCELTA SCHEMA STATICO ---> CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI ---> VERIFICA DI RESISTENZA, VERIFICA DI DEFORMABILITA', VERIFICA DI STABILITA' ---> SCELTA DEL PROFILATO.

 

8) COLONNE LATERALI:

DETERMINAZIONE CARICHI SULLE COLONNE E  SCELTA SCHEMA STATICO --->CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI CON IL METODO DELL'EQUILIBRIO---> VERIFICA DI RESISTENZA, VERIFICA DI STABILITA'  ---> SCELTA DEL PROFILATO.

 

9) MONTANTI:

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI---> DETERMINAZIONE CARICHI SULLE COLONNE E  SCELTA SCHEMA STATICO --->CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI ---> VERIFICA DI RESISTENZA, VERIFICA DI STABILITA'  ----> SCELTA DEL PROFILATO.
 

 

10) CONTROVENTO DI FALDA:

DISPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO --->DETERMINAZIONE CARICHI SUL CONTROVENTO  ---> CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI ---> VERIFICA DI RESISTENZA PER I VARI ELEMENTI, VERIFICA DI STABILITA' PER I VARI ELEMENTI ----> SCELTA DEL PROFILATO PER I VARI ELEMENTI. P.S. CONSIDERAZIONI SULL'ARCARECCIO GENERICO E SULL'INSTABILIZZAZIONE DELL'ARCARECCIO DI BORDO.

 

11) CONTROVENTO DI PARETE

DETERMINAZIONE CARICHI SUL CONTROVENTO  --->CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI ---> VERIFICA DI RESISTENZA PER I VARI ELEMENTI, VERIFICA DI STABILITA' PER I VARI ELEMENTI ----> SCELTA DEL PROFILATO PER I VARI ELEMENTI.

 

12) DATI DI PROGETTO:

CARATTERISTICHE FINALI DEL CAPANNONE E DI TUTTI I SUOI ELEMENTI STRUTTURALI

N.B.

CIASCUNO DI QUESTI ARGOMENTI E' TRATTATO NELLE SEZIONI "APPUNTI TECNICA I" E "APPUNTI TECNICA II", CHE COMPAIONO IN TESTATA.

POGGIANDO IL MOUSE SU QUESTE DUE PAROLE COMPARIRA' L'ELENCO DELLE PAGINE CONTENUTE IN CIASCUNA SEZIONE: ATTRAVERSO TALE ELENCO SARA' POSSIBILE RITROVARE L'ARGOMENTO DESIDERATO.

PARTE II:

PROGETTAZIONE DELLE UNIONI TRA I VARI ELEMENTI STRUTTURALI

- PARTI DI CUI SI COMPONE LA RELAZIONE TECNICA -

 

1) PREMESSA;

 

2) CAPRIATA:

IN QUESTO CAPITOLO SI PROGETTANO LE UNIONI NECESSARIE PER UNIRE TRA LORO GLI ELEMENTI DELLA CAPRIATA: CORRENTI SUPERIORI, CORRENTI INFERIORI, MONTANTI E DIAGONALI.

SOLITAMENTE -ED E' PREFERIBILE PER RAGIONI LOGISTICHE- LE UNIONI TRA GLI ELEMENTI DELLA CAPRIATA SONO DI TIPO "MISTO", CIOE' SIA BULLONATE CHE SALDATE. NELLA MIA ESERCITAZIONE, INVECE, LE UNIONI TRA I VARI ELEMENTI SONO TUTTE SALDATE. LA SCELTA E' STATA OBBLIGATA DAL FATTO CHE NELLA CAPRIATA OGGETTO DI PROGETTAZIONE TUTTI GLI ELEMENTI ERANO REALIZZATI CON PROFILATI TONDI TUBOLARI, E PER QUESTO TIPO DI PROFILATO REALIZZARE UN'UNIONE BULLONATA E' PIUTTOSTO COMPLICATO.

ORA, TUTTE LE SALDATURE VENGONO REALIZZATE -A CAUSA DELLA LORO DIFFICOLTA' DI ESECUZIONE- IN OFFICINA. TUTTI GLI ELEMENTI DEL CAPANNONE UNITI TRAMITE SALDATURA  VENGONO POI  PORTATI IN CANTIERE. POICHE' NON E' POSSIBILE TRASPORTARE DALL'OFFICINA AL CANTIERE UNA CAPRIATA TUTTA SALDATA, I CUI CORRENTI SUPERIORI ED INFERIORI RISULTANO ESSERE LUNGHI DECINE DI METRI, SI E' DECISO SUCCESSIVAMENTE DI "SPEZZARE" LA CAPRIATA IN TRE PARTI UNITE TRA LORO TRAMITE PARTICOLARI UNIONI FLANGIATE LE CUI CARATTERISTICHE SONO DESCRITTE NELLA RELAZIONE.

 

3) COLONNA-CAPRIATA:

IN QUESTO CAPITOLO SI PROGETTANO LE UNIONI TRA IL CORRENTE SUPERIORE E L'ELEMENTO DIAGONALE LATERALE DELLA CAPRIATA CON LA COLONNA, E L'UNIONE TRA IL CORRENTE INFERIORE DELLA CAPRIATA E LA COLONNA.

LA PRIMA UNIONE (LA PIU' COMPLESSA DI TUTTA LA PROGETTAZIONE) VIENE REALIZZATA TRAMITE UNA PARTICOLARE UNIONE FLANGIATA, CREATA TRAMITE DUE PIASTRE ORTOGONALI SALDATE TRA LORO E LE CUI CARATTERISTICHE SONO DESCRITTE NELLA RELAZIONE TECNICA. ESSENDO QUESTA UNIONE PARTICOLARMENTE COMPLESSA, SI CONSIGLIA DI LEGGERE QUESTA PARTE DELLA RELAZIONE DOPO AVER DATO UN'OCCHIATA ALLA TAVOLA 3-NODO A, IN CUI QUESTA UNIONE E' STATA DISEGNATA.

L'UNIONE TRA IL CORRENTE INFERIORE E LA COLONNA, INVECE, E' STATA REALIZZATA CON UNA PARTICOLARE UNIONE ASOLATA, LE CUI CARATTERISTICHE NON SONO PERO' CONTEMPLATE NELLA RELAZIONE, MA CHE E' COMUNQUE DISEGNATA NELLA TAVOLA 3-NODO B.

 

4) ARCARECCI DI COPERTURA:

IN QUESTO CAPITOLO SI PROGETTA L'UNIONE TRA GLI ARCARECCI GENERICI (CIOE' QUELLI CHE NON FANNO PARTE DEL CONTROVENTO DI FALDA) ED IL CORRENTE SUPERIORE DELLA CAPRIATA.

SOLITAMENTE QUESTA UNIONE SI PROGETTA TRAMITE  BULLONATURA DELL'ARCARECCIO AL CORRENTE SUPERIORE. NELLA MIA PROGETTAZIONE QUESTO NON E' STATO POSSIBILE PERCHE' I CORRENTI SUPERIORI DELLA CAPRIATA ERANO REALIZZATI CON PROFILATI TONDI TUBOLARI. SI E' DUNQUE REALIZZATO UNA UNIONE UN PO' "PARTICOLARE": COLLEGANDO L'ARCARECCIO E LA CAPRIATA CON UN APPOSITO ELEMENTO FISSATO TRAMITE BULLONATURA ALL'ARCARECCIO STESSO. PER QUESTO LA PIASTRA DI NODO CHE COLLEGA LE ASTE DELLA CAPRIATA SPORGE DI 1 cm, PER RENDERE POSSIBILE LA REALIZZAZIONE DELLA SALDATURA. LA CARATTERISTICHE DI QUESTA UNIONE SONO ANCORA UNA VOLTA VISIBILI NELLA TAVOLA 3.

 

5) CONTROVENTI DI FALDA:

IN QUESTO CAPITOLO SI PROGETTANO LE SEGUENTI UNIONI DEL CONTROVENTO DI FALDA: UNIONE DELL'ARCARECCIO (ALIAS MONTANTE DEL CONTROVENTO DI FALDA) AL CORRENTE SUPERIORE DELLA CAPRIATA, UNIONE DEI DIAGONALI AGLI ARCARECCI E UNIONE DEI DIAGONALI AD UNA PIASTRA DI COLLEGAMENTO NEL PUNTO IN CUI ESSI SI INCROCIANO.

LA PRIMA UNIONE VIENE REALIZZATA -SALVO QUALCHE DIFFERENZA DOVUTA AL FATTO CHE L'ARCARECCIO DEL CONTROVENTO E' MAGGIORMENTE SOLLECITATO RISPETTO A QUELLO GENERICO- COME QUELLA CHE COLLEGA L'ARCARECCIO GENERICO AL CORRENTE SUPERIORE DELLA CAPRIATA.

LA SECONDA UNIONE, INVECE, E' STATA REALIZZATA -SU CONSIGLIO DEL REVISORE- TRAMITE UNO STRUMENTO NOTO COME TENDITORE A FORCELLA. UN TENDITORE E' UNA SPECIE DI MANICOTTO CHE SI AVVITA ALLA TESTA DEL PROFILATO TUBOLARE E CHE PUO' TERMINARE IN PUNTA IN MOLTI MODI. IN QUESTO CASO SI E' SCELTO UN TENDITORE A FORCELLA PERCHE' FORNIVA NOTEVOLI VANTAGGI: PERMETTEVA DI COLLEGARE L'ELEMENTO DIAGONALE ALLA PIASTRA D'UNIONE TRAMITE UNA BULLONATURA SOTTOPOSTA AD UNA FORZA (LO SFORZO NORMALE AGENTE SULL'ELEMENTO DIAGONALE) PASSANTE PER IL SUO BARICENTRO, E DUNQUE SENZA CONSIDERARE UN ULTERIORE MOMENTO DOVUTO ALL'ECCENTRICITA' DELL'AZIONE. LE CARATTERISTICHE TECNICHE E GEOMETRICHE DEI TENDITORI IN COMMERCIO SONO DISPONIBILI IN NUMEROSI SITI INTERNET. LE CARATTERISTICHE DEL TENDITORE SCELTO PER LA PRESENTE ESERCITAZIONE SONO INVECE DESCRITTE NELLA TAVOLA 4.

TRA PARENTESI, NELLA PRIMA FASE DELLA PROGETTAZIONE SI ERA STABILITO CHE I PROFILATI DEGLI ELEMENTI DIAGONALI AVESSERO UN DIAMENTRO DI CIRCA 40 MM. IN SEDE DI RICEVIMENTO PERO', IL REVISORE HA PROPOSTO DI UTILIZZARE NON PIU' PROFILATI CAVI MA PIENI. QUESTA VARIANTE HA PERMESSO -A PARITA' DI RESISTENZA- DI UTILIZZARE PROFILATI PIU' SNELLI DI QUELLI INIZIALMENTE IMMAGINATI, CON UN DIAMETRO DI 20 MM.

LA TERZA UNIONE, INVECE, HA LE SEGUENTI CARATTERISTICHE: IN CORRISPONDENZA DELLA MEZZERIA, GLI ELEMENTI DIAGONALI SI DEVONO INTERROMPERE, SIA PER PERMETTERE IL PASSAGGIO DEGLI ARCARECCI GENERICI SIA PERCHE' NON E' POSSIBILE CHE UNO DEI DUE DIAGONALI SCAVALCHI L'ALTRO. LA PIASTRA A CUI SONO FISSATI TRAMITE TENDITORE GLI ELEMENTI DIAGONALI E' POI SALDATA ALL'ARCARECCIO GENERICO A LIVELLO DEL SUO ASSE DI SIMMETRIA (CIOE' QUOTA MEZZERIA ANZICHE' QUOTA PIEDE). SI ERA PENSATO INIZIALMENTE DI FAR PASSARE LA PIASTRA SOTTO L'ARCARECCIO, MA QUESTO COMPORTAVA L'INFLESSIONE DELLA PIASTRA STESSA PER EFFETTO DEL PESO DELL'ARCARECCIO E DELL'AZIONE DEI CARICHI SU DI ESSO APPLICATI. QUESTE UNIONI SONO DISEGNATE E DESCRITTE NELLA TAVOLA 4. INFINE, SI DESCRIVE L'UNIONE IN PARTE SALDATA E IN PARTE BULLONATA TRA L'ARCARECCIO DI BORDO E LA COLONNA LATERALE.

 

6) ARCARECCI DI PARETE:

IN QUESTO CAPITOLO SI STUDIA L'UNIONE TRA L'ARCARECCIO DI PARETE GENERICO E LA COLONNA LATERALE. QUEST'UNIONE E' REALIZZATA CON UNA SEMPLICE BULLONATURA E FA SI' CHE GLI ARCARECCI GENERICI PASSINO "AL DI SOPRA" DEGLI ELEMENTI DEL CONTROVENTO DI PARETE.

 

7) CONTROVENTI DI PARETE:

IN QUESTO CAPITOLO SI PROGETTANO LE SEGUENTI UNIONI: UNIONE TRA L'ARCARECCIO DI PARETE DEL CONTROVENTO E LA COLONNA LATERALE (REALIZZATA TRAMITE UNIONE FLANGIATA), UNIONE TRA LA COLONNA E IL DIAGONALE (REALIZZATA TRAMITE TENDITORE) E UNIONE TRA GLI ELEMENTI DIAGONALI (REALIZZATA ANCORA UNA VOLTA TRAMITE TENDITORE). QUESTA UNIONE E' VISIBILE NELLA TAVOLA 5.

 

8) FONDAZIONI:

IN QUESTO CAPITOLO SI STUDIA COME REALIZZARE LA FONDAZIONE. QUESTO CAPITOLO E' DIVISO IN DUE PARTI: NELLA PRIMA SI STUDIA E SI DIMENSIONA LA ZONA DI INTERFACCIA TRA LA COLONNA E IL PLINTO DI FONDAZIONE, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA PIASTRA DI COLLEGAMENTO. NELLA SECONDA, INVECE, SI STUDIA E SI DIMENSIONA IL PLINTO DI FONDAZIONE (CORPO CENTRALE ED ALI).

IL MIO REVISORE MI HA ASSEGNATO -PER QUESTO STUDIO- UN PLINTO PERFETTAMENTE RETTANGOLARE, CIOE' SENZA ALI. NON TUTTI I REVISORI SONO DI QUESTA OPINIONE, PERO', E SUGGERISCONO AI LORO STUDENTI DI ADOTTARE PLINTI CON SEZIONE A T ROVESCIATA (CHE E' POI LA SEZIONE STANDARD DEL PLINTO DI FONDAZIONE). LE VERIFICHE ED I DIMENSIONAMENTI ESEGUITI IN QUESTA SEDE, COMUNQUE, SONO VALIDI QUALUNQUE SIA LA FORMA DEL PLINTO UTILIZZATA.

N.B.

CIASCUNO DI QUESTI ARGOMENTI E' TRATTATO NELLE SEZIONI "APPUNTI TECNICA I" E "APPUNTI TECNICA II", CHE COMPAIONO IN TESTATA.

POGGIANDO IL MOUSE SU QUESTE DUE PAROLE COMPARIRA' L'ELENCO DELLE PAGINE CONTENUTE IN CIASCUNA SEZIONE: ATTRAVERSO TALE ELENCO SARA' POSSIBILE RITROVARE L'ARGOMENTO DESIDERATO.

COME SCARICARE LA RELAZIONE TECNICA

LA RELAZIONE TECNICA DELL'ESERCITAZIONE NON E' DISPONIBILE GRATUITAMENTE ONLINE.

DATA LA SUA ESTENSIONE, ESSA E' INFATTI DISPONIBILE SOLO ATTRAVERSO UN PICCOLO PAGAMENTO "A MISURA DI STUDENTE", PARI A 5 CENTESIMI DI EURO A PAGINA. LA PRIMA PARTE DELL'ESERCITAZIONE SI COMPONE DI 47 PAGINE COMPLETE DI GRAFICI ESPLICATIVI, DIVISE IN 12 FASCICOLI. LA SECONDA PARTE SI COMPONE INVECE DI 42 PAGINE COMPLETE DI GRAFICI ESPLICATIVI, DIVISE IN 8 FASCICOLI.

 

QUALORA INTERESSATI A RICEVERE INFORMAZIONI A RIGUARDO O UNA PICCOLA ANTEPRIMA GRATUITA, E' POSSIBILE SCRIVERE -SENZA ALCUN IMPEGNO- UNA MAIL ALL'INDIRIZZO RIPORTATO ALLA PAGINA DEI "CONTATTI".

RICEVERETE RISPOSTA ALLA MAIL IN POCO TEMPO (ENTRO 1-2 GIORNI MASSIMO), CON TUTTE LE INFORMAZIONI DESIDERATE (MATERIALE E MODALITA' DI PAGAMENTO).

ATTENZIONE:

La relazione tecnica, di cui potete leggere qui di seguito il titolo ed il contenuto dei paragrafi e che potete scaricare richiedendola alla voce "CONTATTI", è un'esercitazione completa, ma non definitiva.

Essa  è infatti una sorta di "stesura preliminare" di quella che è stata invece la mia esercitazione finale, e deve quindi essere intesa come una indicazione (peraltro piuttosto dettagliata) e riferimento per poter eseguire la propria.

Non essendo la stesura definitiva, ma quella preliminare, è probabile però che in alcune pagine siano presenti ogni tanto sbagli o erroretti di calcolo, o che certe questioni o dimensionamenti (pochi, in verità) siano mancanti. Questa preliminare relazione tecnica è stata redatta traendo spunto da altre esercitazioni (tra l'altro alcune reperibili anche sul web) e testi scolastici in mio possesso.

E' tuttavia un'ottima traccia e riferimento per potere eseguire la propria esercitazione. Sono certa che vi sarà molto utile.

DISEGNI DEFINITIVI

QUI DI SEGUITO SONO RIPORTATI I DISEGNI FINALI DELLA MIA PROGETTAZIONE (FORMATO PDF), SCARICABILI CLICCANDO SOPRA LE "PAROLE CALDE" PRESENTI AL DI SOTTO DEL RIQUADRO.

ALLA PAGINA "DISEGNI PROGETTO ACCIAIO" NE E' DISPONIBILE ANCHE UNA PICCOLA ANTEPRIMA GRAFICA.